AMORE E PSICHE, una rivisitazione post femminista

Pubblicato: 23 settembre 2012 in IMPRESSIONI
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Leggendo “Amore e Psiche ” di Apuleio , non sono molto d’accordo riguardo alla prefazione  di Eva Cantarella, la quale  da un’interpretazione della relazione tra Amore e Psiche come di un rapporto di sottomissione  e/o resistenza da parte della donna, Psiche nei confronti di Amore.

Psiche, donna bellissima e invidiata dalla dea Venere, la quale non era più adorata dai comuni mortali a causa della bellezza mortale di questa fanciulla, chiede al suo adorato figlio Amore (Cupido  ), di indurla ad innamorarsi perdutamente, con la punta delle sue frecce, di un uomo, inferiore a lei. Amore, vedendo la fanciulla, disobbedisce alla madre e  prende Psiche e la porta nella sua reggia dorata, con il patto che non avrebbe dovuto mai vederlo.

Psiche , nonostante abbia tutto quello che vuole, è triste perchè si trova sola e si dispera perchè sente la disperazione dei suoi cari , che la credono morta. La fanciulla, riesce a convincere Amore nel poter vedere le sue sorelle e rassicurarle. Le sorelle , dopo aver visto lo stato della sorella, che credevano morta, dopo le prime gioie, cominciano a nutrire invidia nei confronti della sorella Psiche perchè  lei non soffre le pene dei comuni mortali e la inducano a rompere il patto con suo marito, Amore: la curiosità di osservare il suo volto.

Nonostante Amore, metta in guardia Psiche dalle invidie delle sorelle, che vorrebbero che anche lei stessa, soffrisse come loro; la novella sposina, durante una notte, decide di vedere il volto di suo marito.

Amore si sveglia, e scappa…

Eva Cantarella, dopo una prima lettura , definita da lei “protofemminista“, in cui :  ” oggetto delle più incredibili vessazioni, Psiche aveva continuato ad amare un marito incapace di uscire da una totale subordinazione da una donna dispotica […], un uomo incapace di crescere , di raggiungere la maturità,; un uomo che l’aveva abbandonata […] “. ( E. Cantarella, “Amore e Psiche”.p8); ha  riconsiderato il concetto di subordinazione, trasformandolo in resistenza.

La Cantarella, avendo discusso con Carol Gilligan (psicologa),  la quale considera la donna, come soggetto del rapporto d’amore e non come oggetto, rivista il il rapporto tra Amore e Psiche da una prospettiva di resistenza. Psiche è soggetto attivo nel rapporto d’amore: resite ad un matrimonio vissuto al buio, alle umiliazioni della suocera Venere, all’abbandono , accettando le conseguenze.

Questa rivisitazione della Cantarella, come dice lei stessa, è necessaria rapportarla  e collocarla al periodo storico e sociale dell’antica Roma. Forme di resistenza femminile ci sono state , fin dall’antichità: ribellarsi ad una legge che dava al capo famiglia il pieno diritto di decidere lo sposo per le figlie o un ‘altra legge che condannava le donne d’adulterio, esiliandole su isole lontane; le prostitute e le mezzane ne erano escluse.

Quindi, se bisogna tener conto del periodo storico, perchè la Cantarella fa una rivistazione piuttosto fenninista ?

Il sistema gerarchico e di usi e costumi, a quel tempo erano molto rigidi e chiari: era diffcile resistere e ribellarsi. Le conseguenze erano funeste: morte o esilio.

Decidere di considerare l’uomo , come padre padrone  e descrivere il suo ruolo “colui che sottomette la donna ” non ha ragione di essere sottolineato. A quei tempi era così ( e purtroppo ancora anche ai nostri ) e non c’erano modelli di riferimento d’emancipazione femminile per le donne.

Ripensando alla storia di Amore Psiche, in termini moderni e strettamente personali, ritengo che sono le invidie delle altre donne che hanno portato l’infelicità di Psiche: l’invidia di Venere per la sua belleza, l’invidia delle sue sorelle per la sua ricchezza e felicità. Donne invidiose che si sono insinuate nel rapporto tra Amore e Psiche.

Amore si è ribellato alla madre, tenedo segreto il rapporto e infine ritorna dalla sua amata.

La relazione di una coppia è intima e segreta e deve essere tale: le promesse, i sacrifici, le emozioni, le passioni, i piccoli segreti tra amanti devono rimanere dentro il rapporto.

Psiche era soddisfatta del rapporto con il marito, era felice di aver rivisto le sorelle, era felice di aspettare un figlio da lui.

Perchè insinuare il dubbio di un rapoorto malsano quando l’interessato non si lamenta ?

Purtroppo ” l’avvento ” del femminismo ha dettato certi modi di relazionarsi, di amare l’altro , cioè l’uomo: se l’uomo si comporta in un certo modo o non risponde a certe richieste naturali delle donne , non è un uomo giusto per voi, il vostro rapporto è sbagliato.

Le mie considerazioni esulano, certamente dai rapporti in cui sono presenti violenze fisiche, psichice  e/o di limitazione della libertà personale.

Ognuno di noi dovrebbe sentire e sapere di che tipo di rapporto ha bisogno: ci sono coppie che discutono spesso e si amano per tutta la vita, coppie che parlano poco ma sono molto in sintonia.

Sono d’accordo con Cantarella e Gilligan quando dicono che le donne devono essere soggetto attivo ma, che non sottolineano per niente il rapporto tra donne che , ahimè, sta andando alla derivia.

Solidarietà femminile, sostegno tra donne, soprattutto nei confronti di un uomo violento o assente, purtroppo queste azioni, che dovrebbero essere volontarie, spinte da un umano senso di sorelellanza e non da un’espressione di rappresentanza d’ associazioni sociale e caritaristiche, stanno scomparendo.

Pettegolezzo e invidia stanno creando una separazione tra donne: donne bianche vs donne nere, donne italiane vs donne straniere, donne giovani vs donne mature.

Gli uomini ridono , mentre noi ci stacchiamo le extention !

 

 

 

 

 

 

commenti
  1. […] AMORE E PSICHE, una rivisitazione post femminista. Share this:FacebookLike this:Mi piaceBe the first to like this. Comments RSS feed […]

  2. Salvo ha detto:

    Mi sembra che dimentichiate un importante passaggio.
    La fiaba non termina con l’abbandono di Psiche da parte di Amore.
    Dopo varie prove, tutte superate, Psiche viene accolta nell’Olimpo come una dea.
    Vivrà per sempre “felice e contenta” con il suo sposo e insieme a lui concepirà una figlia di nome Voluptas, (Piacere, Gioia).
    Perché senza unità fra Amore e Psiche, fra sentimento e ragione, un rapporto non è fecondo, non può produrre piacere, gioia.
    E poi non esageriamo con queste letture attualizzanti.
    Apuleio vuole indicare un percorso dell’anima, non a caso nel greco di Platone (Apuleio era un filosofo neoplatonico) anima si dice proprio psyché.
    La fiaba insegna che l’uomo non è solo la sua parte istintiva, terrestre, ma possiede un’anima immortale, destinata alla beatitudine eterna.
    O almeno questo è quello che ci voleva insegnare Apuleio.
    Ogni altra lettura è forzata.

    • italianafro ha detto:

      forse non ci siamo capiti.. anch’io volevo sottolineare che è l’amore a trionfare e che negli affari di coppia si devono solo intromette gli interessati. la mia riflessione è partita da una rivisitazione di Cantarella, che ha voluto dare una visione femminista alla fiaba di Apuleio, visione che io non approvo totalmente…Ognuno ha facoltà di scegliere e di seguire l’elemento più godereccio per sè stesso..
      Saluti !!!!!!!!

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