IL BEN FATTO NON è MAI PERSO

Pubblicato: 14 gennaio 2013 in IMPRESSIONI
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IL BEN FATTO NON è MAI PERSO, recita un proverbio africano e io continuo a ripeterlo nella testa : il ben fatto non è mai perso, il ben fatto non è mai perso, il ben fatto non è mai perso…

ma che cazz.. ho fatto in Africa ?

Mi sono persa…l’Africa mi reca una grande instabilità emotiva in cui tutti i miei sensi sono all’ennesima potenza: confusione, sensazioni positive, negative e istintive.

Resto in ascolto ma non riesco a tacere, tocco ma non riesco a non bruciarmi, piango ma non riesco a non soffrire… non mi abituerò mai a sovrastare il Tutto con una passata di mano. Sono africana o sono italiana, sono burkinabè o bergamasca ?

spesso mi chiedono questo e io rispondo infastidita e impacciata un pò dell’uno e un pò dell’altro, a seconda delle circostanze.

Ma, in realtà io non me lo chiedo; non lo so…non conosco così profondamente le donne africane per dire che sono uguale a loro e poi, ognuno ha anche un carattere specifico ma, d’altro canto conosco pienamente le donne italiane e non mi identifico totalmente in loro.

Io sono io, punto e basta… e chi ha il padre bianco tedesco, la madre africana, il nonno cecoslovacco ecc… come si definisce ? Perchè si sente spesso la necessità di delineare o categorizzare una persona?

io sono, quello che sono e ti do in quel momento circoscritto.

Un mio amico mi ha paragonata a Sara Baartman e io, gli continuavo a chiedere chi fosse quella donna e lui non mi rispondeva, massimo mi diceva : “è una come te, che ha avuto il tuo stesso vissuto . “

Verso la conclusione del soggiorno in Burkina , ho chiesto se anche lei fosse considerata un fenomeno da baraccone e voilà, la risposta a chi fosse quella donna l’avevo trovata da sola.

“Signori e Signori venghino a vedere questo nuovo essere umano: è una donna , circa sui trent’anni, di medio bassa statura, un pò in sovrappeso, porta capelli lunghi o corti a seconda del suo stato d’animo, si veste con vestiti occidentali e africani , parla 3 lingue con accento di una lontana valle italica.

Venghino Signori a vedere e a scommettere di quale razza appartiene questo nuovo essere umano…

Venghino Signori e Signore e chi vncesse la scommessa, il regalo sarà proprio questo essere, da tenere nel salotto di casa e mostrare agli amici stupiti , che gli potranno fare qualunque domanda… Venghino a vedere come la natura a giocato con questo stravagante essere umano….”

e nella mia testa un cantilena mi sopraggiunge.. Il ben fatto non è mai perso

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