A PROPOSITO DI COOPERAZIONE E MODELLI DI SVILUPPO…

Pubblicato: 22 febbraio 2013 in IMPRESSIONI

A proposito di cooperazione e modelli di sviluppo…

Ho partecipato recentemente ad una conferenza e parlando di decrescita, di cooperazione, di modelli di sviluppo, di land grabbing, mi vengono alcune riflessioni che vorrei condividere con voi. 
Ricordiamo che ci sono paesi in Africa dove il 50% della popolazione ha meno di 15 anni.
Questa enorme massa di giovani guarda la televisione e internet e desidera fortemente accedere al quel benessere consumista a cui alcuni tra noi stanno cercando di opporsi.
Vuole il cellulare, il computer, la moto.  Non gli interessa la terra, la biodiversità, l’ambientalismo, la sostenibilità.  Fino adesso ha avuto il problema di mangiare a sufficienza e scopre che ci sono parti del mondo, tra l’altro quelle più visibili nei media, quelle più pubblicizzate, dove c’è il problema di mangiare meno, e vuole far parte di quel mondo.
E’ disposta, anzi, desiderosa di vendere la propria terra per avere i soldi per acquistare beni di consumo. 
I giovani rifiutano i sistemi di vita comunitari tradizionali, li sentono come una cosa del passato, superata, faticosa.  Sono individualisti.
Magari sanno a malapena leggere e scrivere ma vogliono la televisione, magari non hanno i soldi per mandare i figli a scuola o per comprare una zanzariera per proteggerli, ma vogliono il cellulare.
I giovani africani assomigliano sempre più ai giovani di tutto il mondo: insoddisfatti, consumisti, individualisti, insicuri e un po’ aggressivi.
Chi sono io per andare a dirgli che è sbagliato? Mi risponderanno, se per te è sbagliato, rinuncia tu che ci sei vissuto dentro fino adesso, a questo sistema consumistico, adesso tocca a noi!
L’Africa è piena di arabi e cinesi che stanno facendo affari d’oro, approfittando di questa voglia di consumo degli africani: propongono merci di scarsa qualità ma economiche, che spesso si rompono in fretta, ma appariscenti.  In cambio stanno acquistando terre e risorse, con il consenso non solo di classi dirigenti africane corrotte, ma anche di molta popolazione.  E nel frattempo, con le loro merci industriali a bassissimo costo, prodotte con lo sfruttamento e senza alcun controllo qualitativo, distruggono il mercato locale, i  piccoli produttori autoctoni, i saperi locali.  Stanno di fatto attuando un nuovo colonialismo di dipendenza e di schiavitù.
In tutto questo le politiche degli stati europei non sono certo utili a contrastare questo fenomeno, anzi, spesso aggravano la situazione, perché di fatto l’Africa continua ad essere una immensa riserva di risorse e di manovalanza da sfruttare per mantenere il nostro sistema di vita, magari coprendo i sensi di colpa con iniziative “caritatevoli” e assistenziali che non aiutano lo sviluppo di quei popoli.
Forse la mia è una visione un po’ troppo pessimistica … ci sono anche degli esperimenti positivi in corso … ma quanto sono realmente partecipati e sentiti come propri dagli africani, e quanto non sono invece finalizzati solo ad ottenere, ancora una volta, dei benefici monetari dai “partner” del nord del mondo? 
Credo comunque che sia molto difficile andare ad incidere su questi processi.  Una strada potrebbe essere quella di lavorare sui processi educativi, tentare di formare una nuova generazione più attenta alle risorse locali, alla qualità dei prodotti, alle relazioni umane (non solo in Africa!), ma sono processi lunghi e la colonizzazione culturale del consumismo progredisce invece velocissima. 
Un tassello di questo è sicuramente lavorare sulla valorizzazione della cultura/arte e dei saperi locali, mostrando che anche questa strada può portare a un miglioramento delle condizioni di vita.  Il rischio di cadere in una pura commercializzazione è però sempre alto.
Mi piacerebbe sentire opinioni di altri che hanno avuto a che fare con progetti di cooperazione in Africa.
Grazie per la pazienza di chi vorrà leggere questi miei pensieri e ancor di più grazie se qualcuno vorrà rispondermi,

by watinoma Flora, riflessione

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