ABBIAMO CHIESTO BRACCIA E SONO ARRIVATI ESSERI UMANI

Pubblicato: 5 febbraio 2017 in RACCONTI

Per la prima volta mi sono trovata, oggi in una situazione paradossale ma compiaciuta.

Oggi , durante il corso in flussi migratori e legge sull’immigrazione mi sono confrontata con altri colleghi del corso, colleghi inusuali,  per me perché  erano poliziotti, militari e deduco che ci fossero stati anche alcuni ispettori .

Sulle nostre coste sbarcano richiedenti  asilo politico, richiedenti protezione umanitaria, migranti economici e delinquenti.

È impossibile varcare la frontiera, quale è quella che circonda tutta l’unione europea in modo regolare : coloro che cercano salvezza o vogliono migliorare la loro condizione di vita, possono fare richiesta ad una delle ambasciate europee per richiedere un visto, per motivo di turismo,  che purtroppo  non gli sarà  mai rilasciato ( i paesi membri nutrono  incertezze  riguardo alla breve permanenze del fatidico “turista”) o essere invitati  da parenti o amici residenti regolarmente  in Europa e anche in questo modo ,sarà  difficile ottenere un visto .

Quindi  l’unica strada alternativa è entrare irregolarmente con gommoni,  dopo aver “donato”parecchi migliaia  di euro. Una volta che i migranti  ( al di là  delle motivazioni che li portano in Europa,  compiono tutti lo stesso movimento,andarsene via dal paese d’origine , quindi sono per quanto mi riguarda tutti migranti) vengono portati in salvo , gli verranno prese le impronte anche involontariamente per identificarli. Come prima identificazione fatta sul territorio italiano, non possono uscire dal confine italiano:l’Italia si prenderà carico del migrante.

Fin qui eravamo tutti d’accordo, noi sociologi,  antropologi,  scienziati  politici, da una parte e poliziotti, ispettori  e militari dall’altra: è la legge che dice questo.

Se avete notato, io non ho aggiunto per volere una parola importante che accompagnasse  la parola  migrante: quale ?  PERSONA .

Ecco l’elemento che ha scaturito il putiferio: considerare i migranti come persone e non come una massa indistinta o numeri da gestire.

Mentre alcuni sostenevano che non ci fossero più  risorse economiche o altro per riorganizzarsi  o applicare  un’ennesima  strategia per fronteggiare l’emergenza  (è  da 20 anni che si parla di emergenza !!!) , altri riflettevano  come aiutare in ambito lavorativo ed educativo queste persone.

La conclusione di tutto è  stata , alla quale mi è  sembrato che tutti fossero d’accordo che c’erano troppe circostanze burocratiche, troppi accordi bilaterali, troppi patti non rispettati nel tempo, senza aver ancora dato una corretta accoglienza.

E voi come li accogliereste  ?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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