Guida della Femminista Nera alle Stronzate Razziste che Troppe Femministe Bianche Dicono

Pubblicato: 13 febbraio 2017 in RACCONTI

Riporto qui una critica,  di una donna afro- americana sul concetto di femminismo bianco in cui non si fa cenno alle identità delle donne nere o migranti.

Critica che condivido a pieno, soprattutto a causa di alcune vicissitudini politiche a cui sono stata soggetta: mancata considerazione ed esclusione da gruppi di donne sia a livello sindacale e comunale, nonostanti io lavori con entrambi gli enti .

 

Guida della Femminista Nera alle Stronzate Razziste che
Troppe Femministe Bianche Dicono
Sono un’orgogliosa femminista Nera, ma a volte mi stanco
proprio del femminismo ‐ specialmente il femminismo
mainstream che accusa le donne Nere di essere controverse
perche’ toccano l’argomento del razzismo.
Come se il movimento non avesse zittito, trascurato e rifiutato la
nostra leadership e le nostre necessita’ fin dall’inizio.
Eppure io non ho mai rinunciato al potenziale del femminismo.
Mi ci sono voluti anni per coltivare una pratica femminista che mi
nutra, e in questo processo, ho dovuto filtrare troppe forme di
femminismo che non volevano fare spazio a una come me.
Quindi chiunque pensi che io sia “controversa” per essermi
distanziata da tutto ci’ che ho filtrato, non ha avuto la mia stessa
esperienza di femminismo. Io mi sono tuffata in tre diversi mondi
prima di capire come il movimento del femminismo si
rapportasse a me.
Il primo round e’ stato la fase “Sono una donna, ergo sono una
femminista!”
Avevo appena terminato i miei primi corsi di studi sulle donne al
college, dove ho appreso dell’oppressione patriarcale e
finalmente ho dato un nome valido alla disuguaglianza di genere
che sentivo c’era al mondo.
Ero cosi’ eccitata di aver trovato un movimento che lottasse per i
miei diritti, per la mia liberta’ di essere me stessa, e per lo spazio
per essere qualcosa che non fosse il modello represso che la
patriarchia voleva farmi diventare. Non ci misi molto a decidere
che mi identificavo col femminismo.
Il secondo round e’ stato la fase “Ma sono una donna Nera, ergo
sono una femminista o no?”
A questo punto, cominciai a notare che la letteratura e l’ideologia
che tanto mi emozionavano sembrava mancare qualcosa di
cruciale ‐ nello specifico, un’analisi della razza. O qualunque
riconoscimento di giustizia razziale, se e’ per questo.
Ogni volta che partecipavo ad uno dei raduni per i gruppi
femministi del campus e mi guardavo attorno vedendo in gran
parte facce bianche nella stanza, mi chiedevo se questo
movimento facesse davvero per me.
Poi arrivo’ il terzo round, la fase “Sono una femminista Nera, ed e’
complicato.”
Scoprii dov’è si fosse “nascosta” la letteratura femminista Nera ‐
nella mia classe di scrittura creativa. E quando seguii le piste
poetiche per leggere le opere di scrittrici come Audre Lorde e
Cheryl Clarke, mi resi conto che non si erano nascoste affatto.
Invece, erano state zittite dalla narrativa dominante del
femminismo ed erano state completamente escluse dal mio
corso di Studi delle Donne.
Leggendo le opere di queste donne Nere, appresi una storia di
femministe bianche che trascuravano, denigravano e ignoravano
le femministe di colore, e venni a sapere del conseguente
movimento donnista che Alice Walker fondo’ per le donne Nere
stanche di essere calpestate dal femminismo mainstream.
E nonostante tutto il lavoro fatto da queste poetesse e leader
pensanti, il femminismo mainstream ha ancora da fare un sacco
di cambiamenti prima di poter essere una risorsa vera e propria
per le necessita’ delle donne Nere ‐ di fatto, il modo in cui la
supremazia bianca e la patriarchia collidono contro di noi è
spesso replicato all’interno del femminismo mainstream.
Come femministe Nere, incontriamo linguaggi e azioni dannose
da parte di donne che si ritengono femministe. Questo danno
giunge in parte anche da persone che dicono di avere buone
intenzioni.
Poi, quando parliamo loro del nostro dolore, ci dicono che stiamo
esagerando, lasciandoci nel dubbio di essere troppo sensibili.
Ma non siamo troppo sensibili. Il femminismo bianco e’ troppo
razzista ‐ cosa che diventa chiarissima quando le femministe
bianche ignorano la nostra frustrazione.
Ecco la verità su molte frasi comuni che ci danneggiano ‐ e la
ragione per cui non siete controverse, o troppo sensibili, se vi
urtano.
1. “Ci Siamo Dentro Tutte”
Non e’ una frase stupenda?
Sebbene venga usata come forma di solidarieta’, le femministe
mainstream spesso non fanno seguire le azioni alle parole.
Se davvero ci fossimo “dentro tutte,” allora per parlare delle
differenze salariali di genere, per esempio, non ci sarebbero tutte
queste femministe che dicono “le donne vengono pagate 77
centesimi per ogni dollaro degli uomini.”
Quella percentuale rappresenta solamente le donne bianche in
paragone agli uomini bianchi. Se le femministe si rifiutano di
riconoscere che le donne Nere fanno solo 64 centesimi per ogni
dollaro di un uomo bianco, e’ difficile immaginare come facciamo
ad esserci “dentro” anche noi.
A volte, essere “dentro” alle campagne di femminismo
mainstream significa sostenere istituzioni dannose.
Per esempio, i maggiori difensori del pro‐scelta non vogliono
riconoscere la terribile storia o l’impatto che tutto cio’ ha ancora
oggi ‐ come la sterilizzazione forzata delle donne Nere. Invece,
sono a capo di un movimento che danneggia le persone che si
affidano alla giustizia riproduttiva.
Quindi se vi venisse offerta questa risposta quando viene
sollevato l’argomento del problema razziale in una conversazione
dei “problemi delle donne” come la differenza salariale o la
giustizia riproduttiva, capirete come stanno le cose ‐ prendersi
cura si tutti non significa solo delle donne bianche.
2. “Dobbiamo Essere Unite”
Questa e’ un’altra frase che viene usata come falsa dimostrazione
di solidarieta’. Essere unite va bene, ma sfortunatamente, e’ una
stronzata.
Nel femminismo mainstream, il concetto di unione verso i
“problemi delle donne” di solito si manifesta concentrandosi sulle
donne bianche, benestanti, cisgender e non‐disabili.
Oggigiorno, la narrativa dominante di come dovremmo unirci e’
nota come “femminismo bianco” (disclaimer
Cat Young scrisse per BattyMamzelle cio’ che lei intendeva come
“femminismo bianco,” descrivendolo come “un femminismo
‘taglia‐unica’ in cui le donne borghesi bianche fanno da stampo.”
Nessuno dovrebbe mettere da parte le proprie necessita’ in nome
dell’unione.
E calpestare le voci marginalizzate per perseguire una visione
ristretta di unita’ non e’ una causa per cui valga la pena di unirsi.
3. “Perche’ Odi I Bianchi?”
Senza capire perche’ mai qualcuno obietterebbe alla “unione,”
alcune femministe bianche concludono che le femministe Nere
che protestano contro il razzismo sono in realta’ anti‐bianchi.
Parole come “attacco” e “umiliazione” e “diffamazione” appaiono
in queste reazioni ‐ non in riferimento al comportamento razzista
che causa il danno, ma alle accuse contro chi protesta contro quel
comportamento.
Non e’ razzista parlare di razza. Non e’ controverso aiutare il
movimento a crescere contribuendo alla liberazione di tutti.
Le femministe bianche devono riuscire da sole a disimparare il
razzismo, e non e’ compito nostro farlo per loro. Ma noi abbiamo
ogni diritto di protestare quando contribuiscono ‐
intenzionalmente o no ‐ all’oppressione anti‐Neri che
affrontiamo.
4. “Non Tutte Le Femministe Bianche”
E’ difficile spiegare il razzismo al movimento femminista quando
si ottiene soltanto una reazione d’impulso del tipo “non tutte le
femministe sono cosi’.”
Capisco che le femministe non vogliano essere coinvolte in
generalizzazioni (sappiamo bene come va a finire).
Ma questa e’ un’eco agli sforzi di
Proprio come i “non tutti” uomini, le femministe bianche che
dicono “non tutte le femministe bianche” sviano la conversazione
‐ cosicche’ non ci concentriamo piu’ sul problema vero e proprio
del razzismo, ma su come rassicurare le femministe bianche che
non sono, personalmente, responsabili per l’oppressione delle
donne Nere.
Questo sviamento non coglie il punto ‐ parlare di razzismo nel
femminismo non significa dire a ogni singola femminista che e’
una brutta persona.
Singnifica affrontare i modi in cui il sistema di supremazia bianca
si mostra nel movimento femminista.
Si parla di ingiustizia razziale perche’ e’ noto che danno faccia, e
noi sappiamo di meritare di meglio.
E non meritiamo di farci distrarre da qualcuno che rifiuta di
essere responsabile per le proprie azioni con “non tutte le
femministe bianche.”
Quindi restate in argomento, anche se significa far affrontare alla
gente argomenti scomodi.
E sappiate anche che parlare di razzismo con una persona bianca
che ne nega l’esistenza puo’ essere difficilissimo. Quindi anche se
non dovete fare marcia indietro solo perche’ qualcuno si rifiuta di
ascoltare, allontanarsi per la propria sicurezza personale e’
perfettamente valido.
5. “Io Non Vedo Colori”
Se qualcuno vi dice “io non ti vedo come Nera,” non allarmatevi ‐
la vostra melanina non e’ svanita. Vuole dire che non e’ razzista.
Lo so, e’ un modo strano di dirlo. Perche’ se qualcuno dice che
non riconosce il mio essere Nera ‐ come se fosse una cosa buona
‐ implica che il mio essere Nera sia una cosa brutta.
Ma non lo e’. Il mio essere Nera e’ bellissimo, ed e’ una parte
integrante di chi sono, e ha plasmato le mie esperienze di vita
quotidiane.
Dichiarare di essere “daltonico” cancella tutto questo.
Rifiutando di riconosce che la mia identita’ e’ distinta dalla
narrativa bianca domninate, il “daltonismo” mi assimila, contro la
mia volonta’, in quella narrativa. Come se essere bianchi sia il
default, e cio’ che io dovrei aspirare ad essere.
Questo non e’ solo un insulto personale ‐ e’ anche un modo
pericoloso di parlare di ingiustizia.
Per esempio, se le femministe bianche non vedessero la razza
quando parlano di cultura dello stupro, potrebbero incoraggiare
le denunce alla polizia come metodo per mettere fine alla
violenza sessuale.
Se invece dessero priorita’ alle vittime di colore, potrebbero
parlare con qualcuno come me. Io sono una vittima Nera, e la
polizia mi fa sentire ancora meno al sicuro perche’ in molti casi
ignora o fa rivivere il trauma alle vittime Nere.
Quindi se la frase “io non vedo colori” vi da’ fastidio, avete
un’ottima ragione.
Indirizzate chiunque non capisca il perche’ alla incisiva
spiegazione di Kat Blaque su come quest’affermazione non
comprenda le differenze tra uguaglianza e giustizia.
6. “Beh, Io Non Sono Offeso.”
Avete mai visto o sopportato un Comitato sui Sentimenti delle
Donne Nere?
E’ cosi’ che ho soprannominato il processo in cui le femministe
bianche cercano di determinare la validita’ dell’esperienza di una
donna Nera col razzismo.
Per esempio: una femminista Nera obbietta quando una
femminista bianca dice “tutte le vite sono importanti.”
Allora le altre femministe bianche arrivano in difesa della prima
femminista bianca, sostenendo che siccome loro riconoscono le
sue buone intenzioni, e sanno che non voleva essere razzista, la
femminista Nera ha torto nel dire che e’ stata oppressa.
Il Comitato sui Sentimenti delle Donne Nere e’ un pasticcio
perche’ invalida la conoscenza e l’emozione che risultano
naturalmente da una vita di oppressione.
Veniamo accusate di arrabbiarci troppo quando protestiamo sui
torti subiti.
Se ci e’ concesso di protestare contro l’oppressione solo quando
le donne bianche approvano, allora il razzismo anti‐Neri andra’
avanti senza problemi, con una persona di colore uccisa dalla
polizia ogni 23 ore mentre discutiamo per il semplice diritto di
dire che le vite Nere sono importanti senza essere sviate.
Questo non e’ femminismo ‐ non il femminismo che le donne
Nere hanno aiutato a costruire come movimento di giustizia per
tutti.
Sappiate che i vostri sentimenti sono validi, e che il Comitato sui
Sentimenti delle Donne Nere non ha autorita’ sui problemi di
razzismo anti‐Neri.
7. “Io Sostengo Le Donne Di Colore, Ma Siamo Femministe ‐
Perche’ Dobbiamo Parlare Di Razzismo?”
Parlando di
Mentre loro si chiedono in che modo la razza sia rilevante
nell’uguaglianza di genere, io mi chiedo come facciano ad
aspettarsi che io separi il mio essere Nera dal mio sesso.
C’e’ una ragione per cui le donne Nere hanno dato il via alla
chiamata Black Lives Matter per mettere fine alla brutalita’ della
polizia, per cui siamo in prima fila nelle manifestazioni, per cui
ricordiamo al mondo la necessita’ di Giustizia per Rekia Royd e
altre donne e ragazze Nere uccise dalla polizia ‐ ma veniamo
ignorate in molte conversazioni sulla violenza di stato.
L’opera di giustizia razziale e’ essenziale alla nostra
sopravvivenza, e non dovremmo far finta che non sia un fulcro
delle nostre vite quando parliamo di giustizia di genere.
Includere la razza nella conversazione sulla giustizia di gener
rafforzera’ la causa femminista perche’ le donne di colore
potranno partecipare sapendo che si parla anche del loro
benessere.
8. “State Dando Una Brutta Nomea Al Femminismo”
Questa frase non viene usata esclusivamente dalle femministe
bianche verso le femministe Nere, ma gioca un ruolo importante
nella critica del femminismo bianco sul modo in cui le donne Nere
si esprimono, combattono per la giustizia e sviluppano strategie
di sopravvivenza.
Per esempio, alcune femministe credono che celebrita’ come
Laverne Cox e Beyonce’ danneggino la causa delle donne tramite
la loro espressione di femminilita’ e sessualita’.
Altre criticano l’uso di strumenti online come Twitter per creare
cambi sociali, scartando l’influente attivismo digitale di figure
Nere di Twitter come Mikki Kendall, Feminista Jones e Shaadi
Devereaux.
Le femministe bianche non sanno meglio di noi cosa sia meglio
per noi (anche se i loro impulsi di salvatrici bianche continuano a
dirgli il contrario).
Quando intrattenitrici come Amy Schumer e Lily Allen sfruttano il
corpo delle donne Nere per fare affermazioni “femministe,”
rivelano il pericolo delle voci dominanti di donne bianche nella
conversazione sulla rispettabilita’ del femminismo.
Le donne nere vengono rimproverate per il modo in cui si
esprimono, incolpate per gli errori del movimento femminista, e
gli viene detto che le scelte che fanno le rendono meno preziose
al movimento.
Niente di tutto questo e’ vero, ma porta messaggi tossici anti‐Neri
al valore del mondo.
Per protestare contro questi messaggi, continuiamo ad amare
ferocemente noi stesse e l’un l’altra per mezzo di una pratica
femminista che dia valore alla nostra leadership.
9. “Il Femminismo Non Ha Un Problema Di Razzismo”
Avete mai sentito qualcuno dire, “Su, entra, l’acqua e’ calda,”
quando sapevate benissimo che l’acqua era gelata?
Nonostante tutti questi problema, si trovano ancora femministe
bianche che insistono non ci sia razzismo nel movimento
femminista.
Diranno che un fatto di razzismo e’ solo un errore isolato,
anziche’ un sintomo di un problema continuo. O negheranno che
quel fatto sia razzista.
Rifiutandosi di riconoscere il razzismo, le femministe bianche
evitano di disimparare i propri pregiudizi impliciti.
Il problema razzista del femminismo non esiste solo nella nostra
immaginazione, e dire il contrario e’ insultare un intero retaggio
di femministe Nere che hanno combattuto tantissimo per le
nostre necessita’ in passato fino ai giorni nostri.
Spetta al movimento femminista mainstream aggiornarsi
sull’opera rivoluzionaria di chi fa la differenza perseguendo la
giustizia di genere senza mettere in atto altre forme di ingiustizia.

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