I’M NOT YOUR NEGRO

Pubblicato: 26 marzo 2017 in RACCONTI

I am not your negro, l’America di James Baldwin e quella attuale, è un documentario diretto da  uno dei più grandi scrittori afroamericani del Novecento.

Baldwin , è cresciuto ad Harlem, in una famiglia borghese afro americana, non ha conosciuto la fame, il razzismo “coatto”del sud degli Stati Uniti, non era membro di nessun movimento politico afro- americano, nè religioso ma era amico di Malcom X e di Martin Luther King. Allora perchè si è interessato della faccenda degli afro -americani ? .

Baldwin era in Francia, come scrittore interessato alla questione politica degli Algerini in Francia ; era in un paese straniero perchè era scappato da quell’America bigotta e razzista in cui le ragioni sociali coinfluivano nelle questioni politiche, anche tra afro americani . Ma sentiva il bisogno di ritornare a casa, dopo aver  visto e sentito gli eventi che stavano accadendo in America: linciaggi, violenze, soprusi , manifestazioni sanguinarie.. ecc..

Il ruolo di Baldwin era chiaro, far da mediatore, tra i neri incazzati e la leadership bianca al potere; lo scrittore aveva la possibilità di parlare ad un pubblico di soli bianchi, di sedere in un salotto di borghesi, ricchi ed intellettuali bianchi.

Non siamo tutti uguali : se un bianco dice : “o la patria o la morte”, esso stesso diventa un eroe per la nazione; se lo dovesse dire  un afro- americano o un negro, è considerato  un criminale , da tenere sotto controllo.

Un professore che insegnava filosofia alla Yale, ha risposto che la violenza è vittima di un individualismo diffuso: e per fortuna che non esisteva  ancora internet!, dico io.

Dire che neri e i bianchi sono tutti uguali è un modo, perbenista per affossare le problematicità legate alle disuguaglianze sociali , perpetuate nel tempo.

I neri guardano, osservano il bianco, lo conoscono ; mentre i bianchi non sanno ancora chi sono e cosa vogliono i neri, dice Baldwin.

I neri non odiani i bianchi, sono solo incazzati per essere stati sfruttati e volentati  da 4oo anni.

 

Non si possono paragonare gli avvenimenti accaduti in questi ultimi anni in America,  al bieco e subdolo razzismo manifestatosi in Italia: atteggiamento brutale , razzista e criminoso da parte del corpo di polizia americano (la caccia al  negro e il progetto di eliminare una qualsiasi  espressione libera e democratica di movimenti pacifisiti  afro -americani ) in Usa e atti di violenza personale verso gli immigrati in Italia.

Qui, in Italia non esiste una coscienza comune tra gli immigrati neri: quando succede un atto di razzismo , raramente , a questo ne consegue manifestazioni di sdegno, che spesso sono supportate da movimenti politici italiani o sindacali.

Gli immigrati neri, sono sul territorio italiano per migliorare la propria condizione di vita, non sono stati importati o schiavizzati ( nel senso di assoggettamento corporeo e coercitivo ): essi stessi hanno deciso di intraprendere il viaggio migratorio per cercare fortuna, per arricchirsi e ritornare nella loro terra d’origine,un giorno. Anche se questo sogno, con il passare del tempo si infrange, il loro pensiero rimane sempre legato al ritorno a casa. Diventare , cittadini italiani , significa avere più libertà d’accesso ai priviliegi e/o servizi che appartenevano solo agli europei ( alcuni dei quali rimarranno solo privilegi dei bianchi) ;

essere cittadini italiani significa  poter circolare liberamente in Europa , significa poter votare, significa non essere  più  un precario strutturale e sociale .

Concludendo, noi afro- italiani, noi afro-europei non saremo mai uniti e coesi contro il razzismo come gli afro- americani, non peoccupatevi, perchè non abbiamo creato o rafforzato, se esiste davvero, una coscienza salvifica comune a tutti noi .

Il nero vuole solo essere lasciato in pace nel “trafficare ” con la sua vita , come dice Baldwin .

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