HOW TO BE BRAVE

Pubblicato: 21 settembre 2019 in RACCONTI

Dalla rivista del Nytimes,  In Her Words, la giornalista Alisha Haridasani Gupta, si interroga cosa significa e come essere una donna coraggiosa io aggiungerei anche brava , visto il sillogismo della parola inglese con quella italiana. Gupta , cita Reshma Saujani, fondatrice e amministratrice delegata di Girls Who Code, che afferma in modo chiaro:

“ Bravery in our culture right now has become a privilege for men.”

The failure wasn’t the end of the world.

Brave Not Perfect,” about the fear of failure.

So why is failure so scary for so many women?

It stems from years of cultural and social conditioning, Saujani said, an assertion that has been supported by several studies. “From a very young age, we tell our girls to smile pretty, play it safe, get all A’s,” she said. Boys, meanwhile, are encouraged to play rough, break things, fall hard and get back up.

In an effort to dismantle the perfectionist ideal, Saujani has been airing her personal failures and vulnerabilities publicly on Instagram with the hashtag #FailureFriday — like losing her son in public and failing her practice driver’s test.

She also challenges her followers to make bolder choices in their own lives — and share them. As she writes in her book, bravery is a muscle and it requires consistent, daily flexing.

Nell’articolo si discute del fatto che una donna coraggiosa non ha paura di esprimere le proprie opinioni e soprattutto fallimenti. Fallire non è la fine del mondo , non bisogna sentirsi in colpa perchè non ci siamo comportate da brave ragazze: sorridenti, disponibili e servizievoli. Fallire, può significare reinventarsi un ‘altra vita, un’altra professione, mettersi in discussione, aggiungo, perchè quando ci accorgiamo che anche il nostro aspetto psicofisico sta crollando, non riesce più a sopportare  o non siamo più in grado di resistere sia a discriminazioni, violenze verbali ed insubordinazioni di colleghi o responsabili poco adatti nel compiere quel ruolo, è giusto salvarsi.

Essere coraggiose non significa far carriera a dispetto degli altri, usando mezzucci di bassa lega come diffamare, spettegolare e offendere; essere coraggiose non significa resistere in un ambiente lavorativo ostile e di stampo prettamente maschilista: non si resiste ma è necessario attuare una forma di resilienza sia fuori che dentro il mercato lavorativo per non essere assoggettate a tutte quelle forme di buon servilismo che gli uomini ci chiedono: la dignità e l’autenticità sono le forze che ci permettono di salvarci.

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